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martedì 13 dicembre 2011

Berlino

Ciao ragazze
oggi vorrei parlarvi di una città che ha tanti luoghi belli da visitare, ma anche tante dicotomie, divisioni e contrasti.
Sto parlando di Berlino, una città molto rigida se volete in alcune cose, un mondo un po' lontano dal nostro, una rigidità mentale notevole, una disponibilità di aiutare di alcune persone e una cafonaggine di altre, che ti si rivolgono con tono imperioso pensando che tu possa capire la loro ostrogota lingua.
Come pensi che possa capirti se fino a due secondi fa ho parlato con la tua collega in inglese? Ignorante che non sei altro potresti usare anche un tono meno da cafone e meno brusco ed esprimerti in una lingua che comprendo in parte, cioè l'inglese.
Poi dicono di noi Italiani che non conosciamo le lingue, che siamo dei maleducati che facciamo i furbi ( alcune volte ti viene voglia di farlo, ti mettono in condizioni di mandarli a quel paese senza tanti preamboli)
Ho avuto la sensazione che alcuni siano infastiditi dai turisti; l'immagine che hanno fatto passare è di perfezione, massima efficienza e massima pulizia. Mi spiace, disilludervi, ma non è così. Berlino ha le sue belle zone di degrado che forse sta cercando di nascondere e migliorare, ma non certo così velocemente come avrei potuto immaginare.
Ci sono zone bellissime dove c'è un fortissimo contrasto tra ciò che era e ciò che vuole diventare. Le zona come Potsdamer Platz è la vera immagine di quello che Berlino potrebbe diventare se solo smettesse di voler essere perfetta, e iniziasse ad essere la guida di un Europa che cerca ancora se stessa. La piazza credo possa piace o essere abborita ( non esiste una via di mezzo) la trova all'avanguardia futuristica e visionaria, un posto che mi incute rispetto per gli architetti e moltissima ammirazione per contanta abilità.

Non lontano forse 1km si trova la porta di Brandeburgo un luogo magico e immagine di un tempo che fu, un' immagine distorta dal muro per quasi 30 anni, ora simbolo della riunificazione, un passo nel passato maestoso che stenta ancora adesso a ricostruire un futuro da leader.

E se vogliamo lo sguardo alle nostre spalle vediamo il Reichstag palazzo che ha visto susseguirsi eventi catastrofici e che hanno segnato profondamente la storia del nostro continente.
Quello che maggiormente si evince da questa città che  molti palzzi, luoghi hanno subito la storia in modo molto pesante, alcuni sono stati rasi al suolo causa seconda guerra mondiale, altri dalla divisione che ha portato al creare una città ad est piena di casermoni tipicamente sovietici.
I contrasti a volte sono così netti e marcati che stonato tra loro, è una città che cerca ancora se stessa, anche se ha una'anima intrigante e merita di essere vista, comunque aspettatevi qualcosa di diverso dal solito.
Questi sono solo alcuni dei simboli di Berlino, vi lascio queste mie riflessioni e nei prossimi giorni vi pubblicherò più di un post di foto e luoghi che potrebbero interessarvi.
Baci buona serata Alex

3 commenti:

  1. Bel post,molto interessante!!Kiss

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  2. A Berlino non ci sono mai stata, mi piacerebbe andarci... chi ci è già stato mi ha detto che non è bella come città, ma forse dipende, come hai detto tu, dal fatto che è stata quasi completamente ricostruita dopo la guerra...

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  3. Ciao,
    posso permettermi di esprimerti un'opinione (del tutto personale) su queste osservazioni?
    Prima di tutto, premetto che mi fa piacere vedere che tu abbia ragionato sulla città e sulla tua visita.
    Concordo a pieno con quanto affermi, quando dici che bisogna disilludersi un po' prima di pensare di trovare una Berlino pulita, perfetta, razionale. Berlino, in Germania, non è Germania.
    Berlino è un non-luogo nella forte ed identitaria Germania. Berlino è un susseguirsi di vicissitudini di guerra, storie di viandanti, persone in cerca di un po' più di serenità, di aria dalla soffocante provincia (nel suo senso più esteso di periferia del mondo), persone transitorie e temporanee che finiscono poi per diventare permanenti.
    Berlino è anche una città strozzata dai debiti della seconda guerra mondiale, ancor oggi. Ci son cose più importanti, per Berlino, della pulizia delle strade: prima bisogna rendere la città vivibile al massimo, per poter colmare i debiti. Poi si può anche rendere più presentabile...o forse no. Perché il degrado berlinese è sintomatico dei fantasmi che aleggiano la città, che sono poi coloro che le conferiscono qualcosa di simile ad un'identità.
    Quando dici che le zone degradate non sono state capaci di miglioramento come ti saresti aspettata, devi tenere conto di questo. E dei debiti, che sono davvero, davvero tanti. Spesso i fondi vengono utilizzati per tenere in buone condizioni i costosissimi (solo i costi delle luci sono pazzeschi) quartieri dell'ovest, che son quelli con maggiori attrazioni per turisti.
    Ma sta ad est la vera Berlin: il crocevia dei fantasmi, delle persone che cercano riscatto, gli immigrati ed i migranti, gli studenti, i viaggiatori, la vita notturna, la vita.
    Io, la mia cara Berlino, non la vedrei altrimenti. Non riuscirei mai a vederla tutta futuristica come Potsdamer Plz., perché anche nell'accozzaglia di identità sovrapposte, si vede tutta la sua storia e si ritrova tutto il suo non-sense, che alla fine è il suo più profondo io.

    Mi raccomando, la prossima volta che la visiterai, passa tanto tempo nelle zone dell'est o quelle dell'ovest che confinano però con l'est (Kreuzberg, magari), magari non quelle di degrado sociale massimo (quelle purtroppo ci sono in ogni grande città e sono inevitabili per chiare ragioni sociologiche)...la vedrai con altri occhi, e magari anche con un'altro cuore. E amerai tutto il suo squallore.

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